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Adolescenza e droga: consigli per i genitori

Il fenomeno della tossicodipendenza e dell’utilizzo di droghe colpisce frequentemente ragazzi e adolescenti, portando i genitori a dover capire cosa fare con il figlio tossicodipendente.

A proposito del rapporto tra adolescenza e droga, tentare di capire se un adolescente faccia uso di droghe non è sempre semplice. Un giovane che inizia a fare uso di droghe, infatti, potrebbe iniziare a comportarsi in maniera diffidente nei confronti di famigliari, ma questi atteggiamenti potrebbero essere confusi per i normali cambiamenti dell’età adolescenziale.

Per i genitori è comunque possibile dialogare con il proprio figlio per capire se ha iniziato a fare uso di droghe, e quindi dare il giusto supporto per aiutarlo a superare il momento. Vediamo in questo articolo alcuni consigli per i genitori di figli tossicodipendenti.

madre e figlia parlano

 

Come capire se un adolescente si droga

Capire se un adolescente si droghi non è affatto semplice, tuttavia si potranno ravvisare comportamenti che possono indicare il consumo di sostanze. Non sempre questi conducono al consumo di droghe, ma sono indicatori che possono segnalare quando è il caso di aprire un dialogo con l’adolescente riguardo al consumo di droghe.

Cambiamento di orari

Un adolescente ha orari completamente differenti rispetto a quelli di un adulto: è abituato a uscire con frequenza maggiore, trascorrendo buona parte del suo tempo fuori casa, e ciò non dovrebbe destare alcun sospetto.

Tuttavia, un cambiamento radicale nella gestione della sua quotidianità, con riferimento all’ora di uscita o di rientro, potrebbe essere un segnale. Domandare qualche dettaglio sulle sue esperienze fuori casa è del tutto lecito, purché si eviti di avere un atteggiamento accusatorio.

Cambiamento nelle abitudini

Il cambiamento di orari potrebbe essere accompagnato a un cambio nelle abitudini del giovane. L’adolescente, infatti, nel giro di qualche settimana potrebbe iniziare a trascurare hobby o sport praticato con regolarità da mesi o anni, perdendovi interesse.

Cambiamenti nelle amicizie e nelle frequentazioni

Un cambiamento non meno rilevante, nel rapporto tra adolescenza e droga, è dato dalle nuove frequentazioni. Un genitore non è sempre a conoscenza delle amicizie del proprio figlio, ma instaurando un dialogo positivo è possibile conoscere più a fondo i nuovi legami della sua vita. L’obiettivo deve essere quello di interessarsi alle sue frequentazioni, pur senza risultare sospettosi.

Maggiore richiesta di denaro

Infine, una possibile avvisaglia da non sottovalutare è la richiesta più frequente di denaro, o di cifre maggiori. Un adolescente potrebbe disporre della classica paghetta settimanale, se però le richieste di denaro dovessero farsi più frequenti e ingenti, specie se non motivate da una giusta causa, è bene aprire un dialogo con l’adolescente.

Come parlare con un figlio che utilizza droghe

Adolescenza e droga potrebbero intrecciarsi tra loro in maniera significativa, e il giovane in età adolescenziale potrebbe sviluppare nel tempo una vera e propria dipendenza. Ma come comportarsi e cosa fare con un figlio tossicodipendente? Come parlare in modo tale da aiutare l’adolescente contro la droga e procedere verso la risoluzione del problema?

Parlare in maniera comprensiva e con tatto

In primo luogo, è essenziale usare tatto e comprensione quando si parla. L’argomento è particolarmente delicato, specie se l’utilizzo sporadico è diventato dipendenza. Il consiglio è quello di misurare le parole e il tono di voce. L’obiettivo deve essere quello di entrare in empatia: se così non fosse, si rischierebbe di provocare l’effetto contrario a quello desiderato, causando un’allontanamento del ragazzo e una maggiore resistenza al dialogo.

Cercare di comprendere le motivazioni e i sentimenti dell’adolescente

Il genitore dovrebbe tentare di comprendere le motivazioni che hanno portato il giovane ad avvicinarsi alla droga. Si tratta dell’aspetto più delicato della questione: potrebbero celarsi sentimenti di depressione, solitudine, tristezza e apatia, e più in generale un malessere di fondo con cui il soggetto potrebbe convivere da tempo.

Non accusare o colpevolizzare

Infine, è essenziale evitare di accusare l’adolescente e caricarlo di colpe che potrebbero non riguardarlo. L’avvicinamento alla droga può infatti essere dovuto a cause esterne, difficili da gestire per l’adolescente.
Rivolgergli delle accuse significherebbe allontanarlo dall’aprirsi al dialogo, e dunque dall’essere disponibile a farsi aiutare contro l’uso di droghe.

Adolescenti e droga: come aiutare

Una volta che si comprende l’utilizzo di droghe da parte dell’adolescente instaurare un dialogo costruttivo basato sulla comprensione è, come visto, fondamentale. Dopo l’apertura al dialogo l’obiettivo è quello di aiutare il proprio figlio a uscire da questa difficile situazione.
Ecco alcuni degli aspetti fondamentali per aiutare un adolescente ad allontanarsi dalla droga:

L’importanza della vicinanza e del supporto familiare

Nell’aiuto dell’adolescente è fondamentale l’instaurarsi di un rapporto più profondo tra genitori e figlio. Ciò che conta, in questa fase complicata, è trascorrere del tempo di qualità con il giovane, allontanandolo da momenti di solitudine o dalle dinamiche che in passato innescavano la ricerca della droga. L’obiettivo è far sentire l’adolescente supportato e compreso, non lasciato a sé stesso nel percorso di recupero.

L’importanza dell’aiuto professionale

Dopo aver costruito un rapporto più sincero e basato sul dialogo, guidare l’adolescente verso un aiuto professionale. Se l’adolescente si è avvicinato recentemente alla droga la soluzione migliore potrebbe essere quella di un percorso psicologico che lo aiuti a risolvere le motivazioni sottostanti, come tristezza, senso di insicurezza che lo porta a adeguarsi alle pressioni sociali o altre dinamiche.

Nel caso in cui l’utilizzo di droghe è consolidato e si è sviluppata una vera e propria dipendenza l’aiuto migliore può venire da un percorso di recupero all’interno di una comunità terapeutica.
L’obiettivo di questi centri di recupero è quello di inserire l’adolescente in un percorso mirato di disintossicazione, supportato da psicologi e personale medico specializzato che lo guidi nell’affrontare l’astinenza e il successivo ritorno alla propria vita, rafforzando meccanismi di difesa e motivazione contro le possibili ricadute.

Per aiutare una persona cara nel percorso di recupero è fondamentale rivolgersi a un centro specializzato, pronto ad accogliere la persona e accompagnarla nel proprio percorso di riabilitazione.

Il Centro Torinese di Solidarietà è una comunità terapeutica specializzata nella riabilitazione dalla tossicodipendenza, con percorsi mirati contro la dipendenza da sostanze e il supporto professionale specializzato di medici e psicologi.

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