Riconoscere una persona che fa uso di eroina non è sempre semplice, ma tenendo in considerazione aspetti differenti, dalla sintomatologia fisica a quella comportamentale, si potrà intuire l’avvenuto consumo della sostanza.
Riconoscere la dipendenza da eroina in un proprio caro è fondamentale per aprire un dialogo finalizzato alla riabilitazione, con l’accettazione del problema e la ricerca di un aiuto specializzato.
Detto ciò, esaminiamo i sintomi fisici e il comportamento di un eroinomane, per poi descrivere gli approcci più efficaci per garantire un pieno recupero del soggetto.

Come capire se una persona fa uso di eroina
La dipendenza e il consumo di eroina portano a una serie di sintomi fisici e comportamentali che possono essere riconosciuti dall’esterno.
Sintomi fisici del consumo da eroina
L’eroinomane presenta sintomi fisici ben marcati, più evidenti nei consumatori assidui. Tuttavia, i sintomi possono essere individuati anche in coloro che ne fanno un uso occasionale: dalle pupille “a spillo” al vomito, vediamo come si delinea la sintomatologia nel consumatore di eroina.
- Pupille “a spillo”: è una delle condizioni più riconoscibili nell’eroinomane. Nota più correttamente come “miosi”, il fenomeno consiste nella diminuzione del diametro delle pupille, causato dalla contrazione del muscolo costrittore delle pupille.
- Prurito: uno dei sintomi più comuni in caso di astinenza è un generale prurito della cute.
- Bocca impastata e voce roca: altro sintomo evidente è la bocca impastata, con l’eroinomane che fa fatica nel formulare frasi o nel parlare correttamente, scandendo le parole. A ciò si aggiunge un cambiamento nel tono della voce, che si fa più roca della norma.
- Sonnolenza e difficoltà nella concentrazione: uno dei sintomi successivi al consumo di eroina è la sonnolenza, insieme a una difficoltà di fondo nel concentrarsi. Ciò gli rende impossibile svolgere compiti quotidiani con regolarità.
- Nausea, vomito: in seguito all’assunzione della sostanza, l’eroinomane proverà un profondo senso di nausea, che spesso diventa incontrollabile sfociando in episodi di vomito.
Riconoscere un eroinomane: il comportamento
Riconoscere un consumatore di eroina è possibile anche analizzandone l’atteggiamento. Con il passare del tempo, l’eroinomane inizierà a mostrare tratti caratteriali sempre più definiti: si chiuderà in sé stesso, apparirà sfuggente e arriverà anche a compromettere i propri legami affettivi. Detto ciò, esaminiamo nel dettaglio il comportamento.
- Maggiore trascuratezza. Tanto più profonda sarà la sua tossicodipendenza, tanto più la persona tenderà a trascurarsi. La centralità che assume l’eroina nella vita della persona porta a una perdita di interesse nella cura di sé.
- Tendenza alla menzogna. L’eroinomane è solito mentire per nascondere la sua tossicodipendenza. Dai familiari agli amici fino al contesto lavorativo la persona cercherà di coprire la propria dipendenza con bugie e scuse spesso poco plausibili.
- Chiusura in sé stessi. L’eroina ha effetti che poco si coniugano alla socialità. Per questo motivo il consumatore farà difficoltà a mantenere le proprie relazioni sociali, con una conseguente chiusura in sé stesso sempre più marcata.
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Come aiutare un eroinomane: dal dialogo al percorso terapeutico
Aiutare un eroinomane a uscire dal tunnel significa tentare un approccio che prediliga il dialogo quale arma primaria per sostenere il soggetto in difficoltà. Questo, però, è solo il primo step. Trattare una tossicodipendenza incentrata sull’eroina comporta necessariamente un percorso terapeutico, vista la complessità del fenomeno in questione.
Come parlare con una persona che fa uso di eroina
Il dialogo è utile per aiutare la persona a riconoscere il proprio problema e la dipendenza, sentendosi compreso e aiutato. Il dialogo è il primo processo utile a instaurare una relazione d’aiuto e avviare la persona verso un percorso di recupero, ma da solo difficilmente sarà in grado di risolvere la dipendenza. Infatti quasi sempre tra le cause scatenanti della dipendenza si celano processi mentali ed emotivi poco funzionali, come ansia, depressione o insicurezza. Da qui l’importanza di un percorso di recupero specializzato.
Il percorso terapeutico in comunità
Il percorso terapeutico in comunità di recupero è il modo migliore per affrontare la dipendenza da eroina. All’interno di una comunità terapeutica la persona viene sostenuta da personale medico (per gestire al meglio i primi sintomi di astinenza) e da personale psicologico specializzato, per comprendere le cause sottostanti alla dipendenza da eroina aiutando a sviluppare comportamenti e pensieri funzionali al mantenimento di una vita fuori dalla dipendenza.
Si tratta di un percorso lungo e complicato, ma la dipendenza può essere sempre sconfitta, per quanto questo risulti impossibile e complesso.
Il Centro Torinese di Solidarietà è specializzato in percorsi di riabilitazione da eroina e altre tossicodipendenze. Affiancato da personale medico e psicologico specializzato la persona potrà affrontare un percorso di riabilitazione e cura che gli permetterà di interrompere la propria dipendenza.

