L’incidenza del consumo di alcol tra gli over 65 è in crescita ed è un problema troppo spesso sottovalutato, poiché anche una moderata ma costante assunzione di alcol può portare numerosi rischi alla salute degli anziani.
Valutiamo i dati di consumo di alcol in Italia per gli over 65, quali sono i rischi legati all’alcolismo negli anziani e le loro modalità di assunzione, così da comprendere meglio il fenomeno.

Over 65 e alcolismo in Italia: alcuni dati
L’incidenza dell’alcolismo nelle persone con più di 65 anni è in crescita, come dimostra lo studio effettuato dall’Osservatorio Nazionale Alcol, ONA, del Ministero della Salute.
I dati mostrano un incremento nell’anno 2021 del consumo di alcol quotidiano e al di fuori dei pasti, rispetto al periodo della pandemia dell’anno precedente che aveva fatto registrare un calo. I consumatori a rischio sono 2 milioni e 600 mila, il 31,7% sono uomini e l’8,4% sono donne.
La percentuale degli uomini che fanno uso di alcol si mantiene piuttosto stabile: tra gli over 65, infatti, il 29,2% eccede quotidianamente nel bere, di cui il 20,5% beve fuori pasto e il 4,1% si ubriaca regolarmente, anche attraverso la pratica del binge drinking.
Tra le donne, invece, la situazione è la seguente: il 6,3% delle anziane eccede quotidianamente, il 5,9% beve fuori pasto e l’0,8% si ubriaca; in più, si registra la crescita delle consumatrici ultra 85enni, che rappresentano il 6,8%
In più, tra le statistiche sfuggono all’incirca il 2,3% degli uomini e l’1,3% delle donne che non si rivolgono ai professionisti del SSN e non si sottopongono alle corrette cure per l’etilismo.
Gli anziani, insieme ai giovani e alle donne, risultano essere tra i target più sensibili all’esposizione con l’etanolo, poiché hanno una minor capacità di assorbimento e smaltimento dell’alcol e una maggior propensione verso lo sviluppo della dipendenza.
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Anziani e alcolismo: i rischi
Il pericolo dell’abuso di alcol in età avanzata è dovuto principalmente alla riduzione dell’attivitàdell’alcol-deidrogenasi e della capacità di metabolizzare l’alcol, che espone l’anziano a diversi rischi.
Nel sangue sarà, infatti, presente una maggiore concentrazione di alcol e il fegato verrà sovraccaricato di lavoro, soprattutto se l’anziano assume farmaci o soffre di patologie croniche.
I rischi sono molteplici come: la diminuzione delle capacità cognitive, specialmente quando sono già in declino, della coordinazione e dei tempi di reazione, che possono causare cadute, fratture ossee e incidenti stradali.
L’abuso di alcol porta poi a severi problemi cardiaci come l’ipertensione, l’ictus, l’insufficienza cardiaca e nei casi più gravi, l’infarto.
I danni al fegato, in particolare, possono risultare irreversibili quando viene riscontrata una cirrosi epatica, che è causa di cicatrizzazione del tessuto epatico, o l’epatite alcolica, che è causa di infiammazione e necrosi delle cellule del fegato.
Tra i numerosi rischi troviamo anche un’alta incidenza di decessi dovuti a: suicidi, cadute, malattie neuropsichiatriche e insorgenza di tumori, come quello al cavo orale, esofago, stomaco, colon retto e, nelle donne, del tumore al seno.
Il sistema immunitario compromesso, inoltre, facilita lo sviluppo di infezioni di origine batterica o virale, come la polmonite, e di infiammazioni croniche dovute al danneggiamento delle vie respiratorie.
Mentre i danni al sistema nervoso centrale possono accelerare il declino cognitivo, aggravando l’Alzheimer e la demenza; i nervi periferici danneggiati possono portare ad una neuropatia alcolica, con dolori muscolari e perdita di sensibilità.
Per approfondire i danni causati dall’alcol nelle donne leggere: “Donne e alcolismo: caratteristiche particolari e rischi”.
Anziani e alcolismo: come aiutare un familiare in difficoltà
Se si ha a che fare con un conoscente o un familiare over 65 che affronta un problema di dipendenza dall’alcol il primo step fondamentale è il dialogo, portando la persona a riconoscere il problema senza però biasimarlo o colpevolizzarlo, ma con un atteggiamento positivo finalizzato al riconoscimento e alla ricerca di risoluzione del problema.
Per ricevere una prima consulenza esperta l’Istituto Superiore di Sanità ha istituito il numero verde 800 632000, un servizio nazionale di counseling utile per dare informazioni scientifiche e per sensibilizzare riguardo i rischi dell’alcol parenti, conoscenti e persone che affrontano la dipendenza, indicando le strutture pubbliche e le associazioni alle quali è possibile rivolgersi.
In secondo luogo, è fondamentale rivolgersi a una struttura specializzata con personale psicologico e medico adatto (fondamentale quando l’abuso di alcol avviene insieme all’utilizzo di farmaci come nel caso degli over 65).
Il Centro Torinese di Solidarietà è una comunità terapeutica specializzata nella riabilitazione dall’abuso di alcol e altre dipendenze per adulti, anche over 65.
Il ruolo centrale del gruppo, con il confronto con altre persone che affrontano la stessa dipendenza, è parte fondamentale del percorso di riabilitazione, insieme al supporto di personale medico e di psicologi specializzati per la riabilitazione dall’alcolismo.
Scopri di più sulla metodologia del Centro per la riabilitazione dall’alcolismo

