La correlazione tra genitorialità e tossicodipendenza può creare un ambiente domestico problematico, influenzando negativamente il benessere emotivo e comportamentale del bambino.
Vediamo quali sono le difficoltà per un genitore tossicodipendente, il ruolo materno e i sintomi emotivi e relazionali di un bambino cresciuto in un contesto di abuso.

Tossicodipendenza e genitorialità: le difficoltà per il genitore
Gli studi mostrano come il comportamento dei figli viene fortemente influenzato da quello dei genitori, che sono figure fondamentali in grado di proteggere i bambini da comportamenti a rischio, fornendo loro gli strumenti e la sicurezza emotiva di cui necessitano.
Quando un bambino viene al mondo in un contesto problematico, con uno o entrambi i genitori tossicodipendenti, può sviluppare sentimenti contrastanti nei confronti dei propri familiari.
La genitorialità è, infatti, l’insieme di azioni e di comportamenti che vengono interiorizzati dal bambino durante l’infanzia, tramite i messaggi verbali e non verbali, i desideri e i sogni dei propri genitori.
Il particolare rapporto che si instaura tra un figlio e un genitore tossicodipendente, però, ha radici molto profonde: spesso, il caregiver tossicodipendente manifesta un’incapacità genitoriale, dovuta alle sue relazioni affettive insoddisfacenti sperimentate nel ruolo di figlio.
A causa di questi fattori, il genitore tossicodipendente non riesce ad assumere il ruolo di adulto responsabile del proprio figlio, con conseguenze negative sulla loro relazione e sul tipo di educazione impartita al bambino.
Il cambiamento più significativo si manifesta in quella che gli psichiatri chiamano la teoria dell’attaccamento, ovvero il legame emotivo tra genitore e figlio che si sviluppa durante l’infanzia.
Il genitore deve soddisfare i bisogni primari del bambino ponendosi come caregiver e guida, garantendogli protezione e conforto. Quando questi compiti non vengono assolti si possono verificare dei problemi a breve e lungo termine sulla salute psicofisica del bambino e sul suo adattamento evolutivo.
Tossicodipendenza e famiglia: il ruolo materno
Una madre tossicodipendente manifesterà un diverso comportamento e stile educativo del proprio figlio, rispetto ad un genitore non affetto dalla dipendenza.
Una donna tossicodipendente può percepire il suo ruolo di madre in modo ambivalente: identificandosi in maniera negativa come una persona caratterizzata da bassa autostima, o idealizzando come madre e cercando di trovare sensazioni gratificanti per il proprio sé attraverso il nuovo ruolo.
Questo atteggiamento è accompagnato anche da una spiccata rigidità nella percezione di sé stesse come donne, dei propri figli, e dei propri genitori, con la tendenza a costruirsi una figura diametralmente opposta a quella della propria madre.
Entrambi i comportamenti hanno un forte impatto sul bambino, che può iniziare a comportarsi in modo anomalo, mettendo in atto ad esempio delle azioni mirate all’appagamento dei desideri e delle necessità della madre.
Tossicodipendenza e famiglia: le conseguenze per il bambino
Dopo aver effettuato una panoramica sulle problematiche che la tossicodipendenza causa ai neo genitori, concentriamoci sui rischi e i danni che un caregiver tossicodipendente può causare sul bambino.
I sintomi che il bambino può manifestare possono essere a breve o a lungo termine, sia a livello emotivo che comportamentale, interferendo negativamente con il suo sviluppo.
Tossicodipendenza in famiglia: i sintomi immediati per il bambino
I sintomi si possono manifestare già nei primissimi anni di vita del bambino, con importanti difficoltà nel comportamento e nelle relazioni.
Difficoltà che possono acuirsi durante l’adolescenza e nella prima età adulta, evolvendosi in conflitti nella gestione della propria emotività e nel rapporto con gli altri.
Tra i sintomi immediati si riscontrano:
- Irritabilità: la difficoltà nella gestione delle emozioni porta il bambino a sviluppare un senso di frustrazione, impazienza e a manifestare una forte rabbia nei confronti del genitore.
- Iperattività: è la risposta che il bambino mette in atto nei confronti dello stress e dell’instabilità avvertiti nell’ambito domestico.
- Mancanza di fiducia: quando il genitore non viene percepito come presente e affidabile, il bambino può manifestare forte ansia e insicurezza nei confronti della figura genitoriale. Può anche sviluppare dei comportamenti regressivi, come bagnare il letto o altre abitudini infantili.
- Problemi a scuola: il bambino può riscontrare forti difficoltà a concentrarsi, a riconoscere l’insegnante come figura autoritaria e a gestire correttamente i rapporti con i propri coetanei.
In alcuni casi, il bambino tende ad isolarsi dagli altri, perché prova vergogna a spiegare la propria situazione familiare ai coetanei.
Tossicodipendenza e famiglia: i danni a lungo termine
I sintomi a medio e lungo termine, invece, riguardano lo sviluppo della persona come adulto realizzato, con una vita relazionale e lavorativa regolare.
Gli adulti figli di tossicodipendenti hanno spesso problemi relazionali che si manifestano con forti difficoltà a mantenere relazioni sane con amici e partner.
La paura dell’abbandono, dovuta all’assenza dei genitori, li porta a cercare nell’altro amore e conforto in modo così intenso da sviluppare una dipendenza affettiva dal proprio partner.
Si possono anche manifestare problematiche a livello emotivo e mentale, come crisi di ansia, attacchi di panico, difficoltà ad esprimere i propri sentimenti fino a giungere alla depressione.
La mancanza di supporto e guida durante l’infanzia, porta l’adulto a soffrire di bassa autostima e a provare un costante senso di inadeguatezza che influisce anche nell’ambito lavorativo.
In più, crescere in un ambiente a contatto con la droga crea una maggiore probabilità nel giovane di sviluppare una o più dipendenze, percepite come comportamenti normali o come l’unica strada da percorrere.
A chi rivolgersi per un percorso di disintossicazione
Il Centro Torinese di Solidarietà è una comunità terapeutica specializzata nella cura delle tossicodipendenze da droga e farmaci.
L’approccio della comunità terapeutica coinvolge personale medico, psicologi e la forza terapeutica del gruppo, attraverso il confronto e il dialogo con altre persone che affrontano la stessa dipendenza.
Scopri l’approccio del CTS per la riabilitazione dalla tossicodipendenza

