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Immigrazione e ludopatia: cause, caratteristiche del fenomeno e soluzioni

Un fenomeno poco visibile ma in crescita

Tra i temi più delicati e poco trattati c’è quello del legame tra immigrazione e gioco d’azzardo patologico. In molti casi, le persone migranti si trovano ad affrontare condizioni di solitudine, precarietà, instabilità lavorativa e isolamento sociale, che possono rappresentare fattori di rischio significativi per lo sviluppo di comportamenti di gioco problematici.

Il gioco, in questi contesti, diventa una forma di evasione, una via per colmare il vuoto, dare un senso al tempo, o addirittura una speranza economica irrealistica in una situazione in cui tutto sembra precario.

Barriere linguistiche, culturali e invisibilità

Le persone migranti che sviluppano dipendenza da gioco spesso non hanno accesso a informazioni sui servizi di cura, oppure temono che chiedere aiuto possa compromettere la loro posizione legale o lavorativa. La vergogna, la paura del giudizio o l’idea che “ci si debba arrangiare” possono ostacolare l’emersione del problema.

Inoltre, l’assenza di una rete familiare o comunitaria solida rende più difficile interrompere il ciclo della dipendenza. A volte, il gioco viene tollerato o persino incoraggiato nei luoghi informali (internet point, sale slot di quartiere, bar di connazionali), creando un contesto favorevole alla cronicizzazione del problema.

Storie di invisibilità e rinascita

Amadou, arrivato dal Senegal a 24 anni, lavorava come magazziniere. Dopo i turni di notte andava sempre allo stesso bar a giocare alle slot. “Era l’unico momento in cui mi sentivo tranquillo, non pensavo a niente”. In due anni ha speso quasi tutto quello che aveva guadagnato, mentendo alla famiglia in patria. Si è rivolto al CTS dopo un colloquio con un mediatore culturale.

Bogdan, muratore romeno, si è trovato in difficoltà economiche e ha iniziato a scommettere sul calcio per cercare di “fare il salto”. Quando ha perso 800 euro in un giorno, ha avuto un attacco d’ansia e ha chiesto aiuto al suo datore di lavoro, che gli ha consigliato un centro specializzato. Oggi è seguito in un percorso terapeutico individuale e partecipa a gruppi multiculturali sul gioco.

Il Centro Torinese di Solidarietà offre accoglienza, mediazione linguistica e percorsi dedicati anche alle persone straniere. Parlare è il primo passo per cambiare. Contattaci, ti aiuteremo a ritrovare la libertà di vivere senza il peso del gioco.

Scopri l’approccio del CTS come Comunità di cura per il gioco d’azzardo.

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