Quando la sostanza altera la relazione con il corpo
Il rapporto tra sessualità e uso di sostanze è complesso, ambiguo e spesso sottovalutato. Droghe, alcol e psicofarmaci possono modificare il comportamento sessuale in modi profondi, generando da un lato un senso di libertà o disinibizione, dall’altro una graduale perdita del controllo, del rispetto di sé e della capacità di vivere relazioni sane.
Molte sostanze, infatti, agiscono sul sistema nervoso centrale alterando la percezione del piacere, del desiderio, del consenso. In alcuni casi possono aumentare la libido e abbassare i freni inibitori, inducendo comportamenti sessuali rischiosi o non desiderati. In altri casi, invece, possono provocare un’anestesia emotiva o una disconnessione dal corpo, rendendo difficile distinguere il proprio bisogno reale da quello imposto dalla dipendenza o da contesti di sfruttamento.
Un confine che si dissolve
L’uso di sostanze in ambito sessuale può diventare una forma di ricerca del piacere, ma spesso sfocia in forme di dipendenza affettiva, compulsività sessuale o esperienze dannose, dove il sesso viene usato per regolare l’ansia, il vuoto, la solitudine.
In contesti giovanili, ad esempio, alcol e cannabis vengono spesso usati per superare l’insicurezza o il disagio emotivo legato alle prime esperienze sessuali. In altri ambienti, come le feste o i rapporti promiscui, l’uso di cocaina, ketamina o metanfetamina è associato a pratiche sessuali estreme e prolungate, a volte non consensuali, che mettono a rischio salute fisica e psichica.
Quando la sostanza diventa mediatrice tra sé e l’altro, il confine tra piacere e autodistruzione si fa sempre più sottile, e il corpo smette di essere uno spazio di relazione per diventare un territorio da sopportare o usare.
Esempi specifici: il bisogno che confonde
Luca, 27 anni, ha iniziato a fare uso di alcol per sentirsi a suo agio nei rapporti sessuali. “All’inizio mi sembrava una spinta, poi non riuscivo più ad avere un incontro intimo senza bere. Era come se solo così potessi funzionare.”
Martina, 34 anni, ha vissuto per anni relazioni sessuali promiscue sotto l’effetto di MDMA e cocaina. “Mi sentivo libera, ma poi mi svegliavo con un senso di vuoto enorme. Non sapevo più cosa fosse il desiderio, cosa fosse mio davvero.”
In questi vissuti emerge con forza quanto la dipendenza possa alterare la percezione del sé sessuale, compromettendo il benessere emotivo e relazionale della persona.
L’approccio del CTS
Presso il nostro centro affrontiamo anche gli aspetti relazionali e sessuali connessi alla dipendenza. Non trascuriamo questi elementi perché sappiamo che il recupero della salute passa anche dalla riappropriazione della propria corporeità e del proprio diritto al piacere sano e consapevole.
Nel percorso terapeutico della nostra comunità per tossicodipendenti dedichiamo spazi di ascolto specifici per elaborare i vissuti legati alla sessualità, alle relazioni affettive, ai sensi di colpa e ai traumi correlati. Solo attraverso un lavoro integrato è possibile ritrovare un equilibrio che includa anche il desiderio e l’intimità.
Affidati a chi può davvero aiutarti
Affidati al Centro Torinese di Solidarietà, una comunità terapeutica specializzata nella cura della dipendenza da sostanze come droghe e alcol, che offre un percorso che motiva e sostiene la persona, coinvolgendo personale medico e psicologi, e traendo beneficio dalla forza terapeutica del gruppo, grazie a un confronto e un dialogo con altre persone che affrontano la stessa dipendenza.
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