Il senso di colpa: il compagno silenzioso della dipendenza
Molte persone affette da ludopatia convivono con un senso di colpa costante. Ci si vergogna delle bugie dette, del denaro speso, del tempo rubato ai propri cari. Spesso il senso di colpa nasce dopo l’ennesima perdita, oppure dopo aver deluso una promessa fatta a sé stessi o alla propria famiglia: “questa è l’ultima volta”, “da domani smetto”, “non toccherò più un euro”.
C’è chi ha nascosto ai figli le bollette non pagate, chi ha mentito alla compagna fingendo di avere un secondo lavoro per giustificare la propria assenza. Tutto questo genera una spirale interiore dolorosa.
Vergogna e isolamento: un ciclo da spezzare
Il problema è che il senso di colpa, invece di fermare il comportamento, lo alimenta. Si gioca per non sentire dolore. Si cerca nel gioco la distrazione da quel malessere che il gioco stesso ha creato. È un ciclo che isola, logora, allontana.
Esempi specifici: storie di colpa e riscatto
Franco ha 52 anni e una lunga storia di gioco alle spalle. Ogni volta che perdeva grosse cifre, tornava a casa e fingeva di essere stanco per evitare la moglie e i figli. “Non sapevo più come guardarli negli occhi. Avevo speso anche i soldi per la mensa scolastica. Mi sentivo un fallimento come padre”. Il senso di colpa lo ha spinto a isolarsi sempre di più, fino a quando ha capito che non poteva più farcela da solo.
Giulia, 27 anni, ha nascosto per mesi la sua dipendenza da gioco d’azzardo. Un giorno, in preda alla disperazione, ha detto al datore di lavoro che aveva perso i soldi dell’incasso del bar, sperando di ricevere comprensione. È stata licenziata. “Mi sentivo uno schifo. Avevo rovinato tutto. Solo nel momento più buio ho trovato il coraggio di chiedere aiuto”.
Al CTS sappiamo quanto sia difficile parlarne. E proprio per questo offriamo un percorso che non giudica, ma accoglie, aiutandoti a elaborare il senso di colpa e a trasformarlo in motivazione per il cambiamento.
Riconoscere questa dinamica è fondamentale per interromperla. Presso il nostro centro specializzato, aiutiamo le persone a comprendere cosa succede nel loro cervello quando giocano e a ritrovare un equilibrio emotivo senza dipendere dal rischio o dall’eccitazione del gioco.
Scopri l’approccio del CTS come Comunità di cura per il gioco d’azzardo.

