Il bisogno crescente di adrenalina
Chi soffre di dipendenza da gioco sviluppa col tempo un meccanismo di “tolleranza emotiva”: le emozioni, l’eccitazione e il piacere provati inizialmente diventano sempre più difficili da ottenere. Per sentirsi “coinvolti”, si è costretti ad alzare le puntate. È un meccanismo simile a quello delle dipendenze da sostanze: serve una dose sempre più alta per ottenere lo stesso effetto.
Molti raccontano di essere passati, quasi senza accorgersene, da giocate da 5 euro a puntate da 100, 200, fino a intere buste paga bruciate in poche ore. Non si tratta più di vincere: si cerca l’adrenalina, l’illusione di controllo, il brivido che rende tutto più sopportabile.
Perché il cervello ne diventa dipendente
Il cervello del giocatore patologico è costantemente stimolato da immagini, suoni, promesse di vincita. Il sistema dopaminergico si abitua a livelli elevati di gratificazione e, quando non li riceve più, spinge la persona a rischiare di più. È una trappola neurologica e psicologica.
Esempi specifici: la trappola dell’aumento
Davide ha iniziato a scommettere su eventi sportivi con pochi euro, “giusto per divertimento”. Ma ben presto le vittorie iniziali lo hanno spinto a voler guadagnare di più. Ha cominciato a puntare 50, poi 100, poi 500 euro a partita. Non si trattava più di interessarsi al calcio: serviva il brivido della grande puntata, la sensazione di rischio. Anche quando vinceva, tornava subito a scommettere tutto.
Lucia, appassionata di slot, racconta che all’inizio bastavano 10 euro per passare un’ora di gioco. Dopo pochi mesi servivano 100 euro per restare alzata fino a mezzanotte. “Mi annoiavo se non rischiavo. Non mi bastava più nemmeno vincere: volevo sentire l’ansia dell’attesa”. Questa rincorsa ha avuto un prezzo alto: debiti e crisi di panico.
Riconoscere questa dinamica è fondamentale per interromperla. Presso il nostro centro specializzato, aiutiamo le persone a comprendere cosa succede nel loro cervello quando giocano e a ritrovare un equilibrio emotivo senza dipendere dal rischio o dall’eccitazione del gioco.
Scopri l’approccio del CTS come Comunità di cura per il gioco d’azzardo.

