Esistono tante tipologie di dipendenze, da quella affettiva a quella del gioco d’azzardo, piuttosto che dell’alcol. Tra le varie patologie vi è anche un disturbo comportamentale legato alla dipendenza da social media, che si traduce in costanti stati d’ansia che perseguitano il soggetto.
Questo articolo ha l’obiettivo di approfondire la FoMO, che è alla base di quest’ansia legata ai social. Inoltre, verranno fornite alcune strategie efficaci che ti permetteranno di affrontarla al meglio.
Cos’è la FoMO e perché la Gen Z è molto vulnerabile
La FoMO (Fear of Missing Out) è una condizione di ansia sociale che deriva dalla paura di essere esclusi da incredibili esperienze o opportunità che altri potrebbero sperimentare.
Vi sono 3 motivi principali per cui la Gen Z è molto soggetta alla FoMO:
- È nata nell’era digitale: la Gen Z è a tutti gli effetti la prima generazione che è cresciuta con internet e i social media, facendoli diventare parte integrante del proprio DNA.
- I social media sono il suo standard di confronto: dal momento che l’identità dei giovani è strettamente legata ai social, questo non fa che alimentare un confronto totalmente irrealistico, a causa dei numerosi contenuti (alterati da filtri ed effetti) che danno l’impressione che gli altri vivano vite più spettacolari della propria. A questo si aggiunge il numero di like e follower, che diventa una sorta di biglietto da visita, indipendentemente che si tratti di Instagram, TikTok o altre piattaforme.
- Incessante connettività: il fatto di essere costantemente bombardati da notifiche sugli smartphone non fa che aumentare la paura di perdersi qualche aggiornamento importante.
Che effetti ha la FoMO sulla Gen Z?
Purtroppo, questa “paura di perdersi qualcosa” ha un forte impatto sulla vita della Gen Z, che passa parecchie ore in internet e sui social media. Di seguito riportiamo i diversi impatti della FoMO:
- Ansia, stress e bassa autostima: il continuo confronto con persone che sembrano sempre più belle, popolari e propositive di sé stessi, aumenta drasticamente i livelli di ansia, favorendo sentimenti di inadeguatezza. Inoltre, la costante necessità di essere aggiornati sui contenuti degli altri e sulle novità porta a uno stato di allerta costante, con conseguente peggioramento dello stress.
- Problemi comportamentali: innanzitutto può nascere una forte dipendenza dai social media, che causa un distaccamento dalla realtà circostante. Questo atteggiamento nefasto può da un lato deteriorare le relazioni del giovane e, dall’altro, far crollare la sua efficienza nello studio o nel lavoro.
- Problemi fisici: tutti i precedenti problemi portano a complicazioni per il fisico, come i disturbi del sonno, incrementati anche dall’eccessivo uso dei social media nelle ore serali, prima di addormentarsi. A questo si aggiungono frequenti mal di testa e affaticamento oculare, causati dall’eccessiva esposizione ai monitor.
Strategie per combattere l’ansia legata ai social media
Dopo aver spiegato cos’è la FoMO e perché ha un grande effetto sulla Gen Z, ci teniamo ad evidenziare alcune strategie efficaci per combattere la FoMO e l’ansia legata ai social:
- Monitorare l’utilizzo delle App social: è bene sfruttare le funzioni del telefono (se disponibili) o App di terze parti (es. Screen Time) per analizzare quante ore vengono passate ogni giorno al telefono e, in particolare, sui social media.
- Analizzare le emozioni subito dopo l’utilizzo dei social: nel tempo questa pratica può portare a una maggiore consapevolezza dell’effetto che si genera dalla continua fruizione di contenuti di altri (es. invidia, ansia, preoccupazione, ecc.), con conseguente miglioramento della gestione di queste emozioni.
- Limitare il tempo sui social: evitare di usare le App soprattutto in momenti come i pasti è un buon inizio per combattere la FoMO. Anche l’inserimento di pause programmate può dare grossi benefici (per esempio potresti iniziare scegliendo una mattina o un pomeriggio a settimana dove disattivi le notifiche social e non guardi le relative App).
- Riconoscere la natura irreale mostrata sui social: come già accennato, buona parte delle ostentazioni fatte sui social viene ingigantita a dismisura, dando l’impressione di essere sempre carenti rispetto agli altri. È invece bene rendersi conto di quanto la realtà sia in buona parte “falsa” (qui calza a pennello il classico esempio della mela intatta nella parte frontale che è visibile alle persone e morsicata sul retro).
- Focalizzarsi di più su quello che si ha: potrà sembrare un consiglio scontato, ma spostare l’attenzione da quello che manca alle cose belle che si hanno, ha un effetto molto benefico che aiuterà nella lotta contro il FoMO.
- Praticare delle tecniche di rilassamento: che si tratti di meditazione, yoga, esercizi respiratori o terapie cognitive-comportamentali, sono tutte pratiche che ti aiuteranno a ridurre l’ansia causata dai social media.
Scopri come intraprendere un percorso di cura dall’ansia generata dalla dipendenza dai social media
Abbiamo visto come la FoMO sia responsabile per il grande stato d’ansia che colpisce la Gen Z, che passa tantissime ore sui social media. Al fine di risolvere questa problematica, assieme a tutti gli effetti collaterali che ha causato, è consigliabile intraprendere il prima possibile un percorso di cura dai disturbi comportamentali generati dalla dipendenza dei social media, così che la persona possa riacquisire benessere e un maggiore credo in sé stessa, migliorando al contempo la qualità delle relazioni e le performance nello studio e nel lavoro.
Affidati al Centro Torinese di Solidarietà, una comunità terapeutica specializzata nella cura dei disturbi comportamentali, che offre un percorso che motiva e sostiene la persona, coinvolgendo personale medico e psicologi, e traendo beneficio dalla forza terapeutica del gruppo, grazie a un confronto e un dialogo con altre persone che affrontano la stessa dipendenza.
Scopri l’approccio del CTS per la cura dei disturbi comportamentali

