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Dipendenze femminili: la relazione tra droghe e prostituzione

Un legame spesso invisibile

Il legame tra uso di sostanze e prostituzione è una delle realtà più complesse e meno raccontate quando si parla di dipendenze femminili. Non è raro che una donna entri nel mondo della prostituzione a causa della tossicodipendenza, così come può accadere che sia proprio l’ambiente della prostituzione a introdurre all’uso di sostanze.

Queste due condizioni si alimentano a vicenda in un ciclo spesso difficile da spezzare, in cui il corpo diventa al tempo stesso strumento di sopravvivenza e luogo del trauma. La dipendenza non è solo dalla sostanza, ma anche dalla dinamica di potere, sfruttamento e annullamento dell’identità che accompagna molte esperienze di prostituzione forzata o economicamente necessitata.

Quando il corpo diventa merce e rifugio

Molte donne fanno uso di droghe per sopportare le condizioni della strada, per anestetizzare dolore, vergogna, paura. In altri casi, l’uso è parte di un meccanismo di controllo da parte di figure esterne, come partner violenti, sfruttatori, trafficanti. Si entra così in un circolo vizioso in cui la prostituzione finanzia l’acquisto di sostanze, e le sostanze rendono possibile tollerare la prostituzione.

Queste dinamiche si manifestano in condizioni di estrema vulnerabilità, in cui la donna non riesce più a distinguere la scelta dalla costrizione, il bisogno dal ricatto. E anche nei servizi di cura, spesso non riesce a raccontare ciò che vive davvero, per paura di essere stigmatizzata o non compresa.

Esempi specifici: dietro il silenzio, storie di sopravvivenza

Nina ha 31 anni. È entrata nel mondo della prostituzione a 19, dopo aver iniziato a usare cocaina. “All’inizio pensavo di avere il controllo. Poi ho cominciato a usare sempre di più per resistere, per non sentire. Mi sono persa”.

Fatima, 36 anni, originaria del Nord Africa, è stata costretta a prostituirsi per saldare un debito. “Ogni volta che volevo scappare, mi davano eroina. Poi è diventata una prigione doppia: la strada e la droga”.

Queste storie ci ricordano che le dipendenze femminili sono spesso legate a contesti di sfruttamento e che ogni percorso di cura deve partire dalla protezione, dalla sicurezza, dalla possibilità di riprendere il controllo sul proprio corpo e sulla propria storia.

L’approccio del CTS

Nel nostro centro lavoriamo con donne che hanno attraversato esperienze di prostituzione, tratta o grave emarginazione. L’équipe del CTS offre accoglienza protetta, ascolto attento e percorsi personalizzati, capaci di rispondere al bisogno di cura senza mai forzare o colpevolizzare.

Attraverso la comunità terapeutica per tossicodipendenti, offriamo strumenti per riappropriarsi della propria dignità, recuperare relazioni sane e costruire nuovi progetti di vita, liberi da dipendenze e costrizioni.

Affidati a chi può davvero aiutarti

Affidati al Centro Torinese di Solidarietà, una comunità terapeutica specializzata nella cura della dipendenza da sostanze come droghe e alcol, che offre un percorso che motiva e sostiene la persona, coinvolgendo personale medico e psicologi, e traendo beneficio dalla forza terapeutica del gruppo, grazie a un confronto e un dialogo con altre persone che affrontano la stessa dipendenza.

Scopri l’approccio del CTS per la cura della tossicodipendenza

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