Un trauma che alimenta il bisogno di fuga
Nelle storie di molte donne tossicodipendenti, la violenza sessuale rappresenta un trauma ricorrente. Non sempre è dichiarato, spesso viene rimosso o taciuto per vergogna, paura o senso di colpa. Eppure, il collegamento tra abuso e uso di sostanze è forte e frequente: per molte donne, le droghe diventano un modo per anestetizzare un dolore troppo grande da contenere.
La dipendenza, in questi casi, non nasce solo dal contatto con la sostanza, ma anche dalla necessità di sfuggire a un vissuto insostenibile. L’uso di alcol, psicofarmaci, oppiacei o cocaina è spesso una strategia per controllare l’ansia, evitare i flashback o placare l’angoscia. Il risultato è un meccanismo che copre il sintomo, ma non cura la ferita.
Un doppio silenzio da rompere
La combinazione tra violenza sessuale e dipendenza genera un doppio stigma. Le donne che fanno uso di sostanze vengono spesso percepite come non credibili, poco affidabili o addirittura colpevoli. Allo stesso tempo, molte donne che hanno subito violenza non si sentono al sicuro nel raccontarlo, soprattutto nei servizi tradizionali, dove temono il giudizio o la mancanza di comprensione.
Questo fa sì che molte esperienze traumatiche restino sommerse, impedendo un intervento terapeutico efficace. Ma senza affrontare il trauma, la dipendenza rischia di cronicizzarsi, e con essa anche l’auto-percezione negativa, la disistima, la vergogna profonda.
Esempi specifici: il trauma nascosto
Claudia, 30 anni, ha iniziato a bere dopo una violenza subita a 17 anni. “Non ne ho parlato con nessuno per dieci anni. Pensavo che fosse colpa mia. Quando ho iniziato a curarmi, ho capito che la dipendenza era solo la parte visibile di un dolore che mi portavo dentro da troppo tempo.”
Angela, 41 anni, ha fatto uso di eroina per dimenticare gli abusi subiti nell’infanzia. “Mi dicevano di smettere, ma nessuno mi chiedeva perché avevo iniziato. Quando qualcuno mi ha ascoltata davvero, ho capito che forse potevo farcela.”
Sono storie come queste a ricordarci che la cura della dipendenza passa anche per la cura del trauma, e che ogni percorso deve iniziare con ascolto, protezione e fiducia.
L’approccio del CTS
Al Centro Torinese di Solidarietà poniamo grande attenzione ai traumi pregressi, soprattutto quando hanno a che fare con violenze fisiche o sessuali. I nostri percorsi terapeutici sono strutturati per riconoscere il dolore e affrontarlo senza giudizio, con il supporto di psicologi e operatori esperti in dinamiche post-traumatiche.
La nostra comunità terapeutica per tossicodipendenti lavora per creare un ambiente protetto e accogliente, dove ogni donna possa sentirsi al sicuro nel raccontarsi, e trovare un nuovo equilibrio tra memoria, consapevolezza e futuro.
Affidati a chi può davvero aiutarti
Affidati al Centro Torinese di Solidarietà, una comunità terapeutica specializzata nella cura della dipendenza da sostanze come droghe e alcol, che offre un percorso che motiva e sostiene la persona, coinvolgendo personale medico e psicologi, e traendo beneficio dalla forza terapeutica del gruppo, grazie a un confronto e un dialogo con altre persone che affrontano la stessa dipendenza.Scopri l’approccio del CTS per la cura della tossicodipendenza

