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Alcolismo e prevenzione delle ricadute: come aiutare un familiare

Le ricadute nell’alcolismo sono frequenti e sono parte del percorso di cura della dipendenza; un trattamento che al suo interno prevede la creazione di piani di emergenza per mantenere la sobrietà.

Vediamo quali sono gli studi scientifici e le caratteristiche delle ricadute nell’alcolismo, e alcune strategie da mettere in atto per limitare le ricadute e per aiutare il proprio familiare.

ragazzo ex alcolista ricaduta

Ricadute nell’alcolismo: le caratteristiche

La ricaduta nella dipendenza alcolica è un fenomeno che si manifesta quando una persona affetta da alcolismo torna a far uso di sostanze alcoliche, dopo un periodo di disintossicazione.

Il processo di disintossicazione inizia con l’interruzione forzata dell’assunzione di alcol, che insieme al supporto terapeutico, fa parte del percorso di recupero dall’alcolismo.

Alcuni studi scientifici considerano la ricaduta come un fenomeno transitorio che può verificarsi durante il percorso di guarigione, piuttosto che vedere la recidiva come una sconfitta e un fallimento del trattamento.

L’OMS considera la ricaduta come un disturbo cronico e recidivante che rientra nella storia della persona alcolista, la quale vive periodi di totale remissione e possibili riprese della dipendenza.

Le ricerche del National Institute of Drug Administration rivelano che le ricadute nell’alcolismo dopo 12 mesi dalla conclusione del percorso di cura sono, in effetti, pari all’85%, mentre scendono al 40% dopo due anni dalla disintossicazione e diminuiscono al 15% dopo 5 anni.

Gli studi mettono in luce che i pazienti che hanno avuto una degenza a lungo termine tra i 6 e i 12mesi hanno un tasso di ricaduta minore, rispetto a chi ha ricevuto un trattamento più breve di 2 o 4 mesi.

Questi dati sottolineano l’importanza del percorso di cura seguito da medici specialisti, da preferire rispetto alle soluzioni fai da te che hanno spesso un tasso di ricaduta piuttosto alto.

Ricadute dell’alcolismo: le strategie di prevenzione per ridurne il rischio

Il processo di ricaduta nell’alcolismo non può essere attribuito ad una sola causa, ma sono numerosi i fattori che lo determinano, dagli elementi biologici e psicologici fino agli eventi esterni.

È possibile, tuttavia, attuare numerose strategie, mirate a limitare il rischio di ricadute e a favorire il recupero a lungo termine dell’individuo disintossicato. Analizziamo le principali strategie contro le ricadute nella dipendenza.

Evitare persone e ambienti connessi al precedente consumo di alcol

Il supporto sociale e familiare è essenziale per non ricadere nella dipendenza, ma servono relazioni di qualità e che non siano connesse all’abuso di alcol.

Bisognerebbe evitare le stesse persone con cui si era soliti bere, a meno che anche loro non si siano sottoposte alla disintossicazione, poiché la tentazione di consumare nuovamente alcol insieme potrebbe costituire un alto rischio di ricaduta.

I familiari e gli amici che vogliono aiutare la persona cara possono creare una rete di supporto, formata da persone che sostengono attivamente il percorso di disintossicazione; il loro ruolo sarà, in questo modo, cruciale nella prevenzione delle ricadute.

Instaurare nuove abitudini lontane dall’alcol

Un’altra strategia è quella di trovare delle attività, degli hobby, anche al di fuori del proprio lavoro, per mantenere il cervello stimolato.

La noia e la routine possono essere fattori scatenanti dell’abuso di alcol, perciò trovare una nuova occupazione e tenersi impegnati possono essere ottimi alleati nel mantenimento della sobrietà.

Il volontariato, gli eventi comunitari e i gruppi di interesse sono occasioni ideali per distrarsi e conoscere persone nuove e positive, molto diverse da quelle che si frequentavano prima.

Terapia e gestione dei trigger

Attraverso il supporto psicologico continuo si possono trovare delle strategie personalizzate per affrontare il periodo post trattamento.

Sono valide sia le terapie individuali che quelle di gruppo; queste ultime, infatti, permettono di imparare dalle esperienze degli altri e trarne ulteriore sostegno.

Il terapeuta, poi, aiuterà la persona a trovare un mezzo per gestire i trigger, ovvero quelle situazioni ad alto rischio di ricaduta, attraverso tecniche di coping come mindfulness, meditazione e tattiche per gestire lo stress.

Preparare un piano di emergenza

Con un supporto psicologico, inoltre, si può delineare un piano di emergenza, dei comportamenti da attuare quando si prova il desiderio impellente di bere.

Si può creare una condotta, un calendario da seguire giornalmente, pianificando dalla mattina tutte le attività della giornata per evitare così le situazioni più a rischio e ridurre i momenti di noia.

In caso ci si trovi in una situazione di emergenza, si può stilare mentalmente un elenco di azioni da eseguire per distrarsi, come fare una passeggiata o incontrarsi con un amico.

È importante anche creare una rete di supporto formata da persone selezionate da chiamare in caso di emergenza, tra cui amici, familiari, ma anche lo psicologo e i membri del gruppo degli Alcolisti Anonimi.

A chi rivolgersi per chiedere aiuto

Il Centro Torinese di Solidarietà dispone di percorsi di recupero dall’alcolismo all’interno della comunità terapeutica.

Le persone vengono guidate da staff medico e psicologico specializzato e vengono inserite all’interno di un contesto di gruppo con altri individui che affrontano lo stesso percorso di recupero, condividendo esperienze, timori e progressi.

Scopri le caratteristiche dell’approccio CTS per la riabilitazione dall’alcolismo

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