dipendenza da ecstasy

terapie contro l'ecstasy

E’ una sostanza psicoattiva sintetica che agisce sia come stimolante che come allucinogeno. Fa sentire pieni di energia e induce una distorsione temporale e percettiva, oltre che aumentare il piacere derivante dalle esperienze tattili. Viene assunta in genere per via orale sotto forma di pastiglie o capsule e i suoi effetti hanno una durata di circa 3-6 ore. Spesso le pastiglie di ecstasy contengono altre sostanze tra cui: metamfetamina, caffeina, dextromethorphan, efedrina e cocaina. Inoltre, come molte altre droghe, l’ecstasy solitamente non viene preso da solo; spesso viene assunto insieme ad altre sostanze, ad esempio alcol e marijuana.

L’assunzione comporta effetti di benessere immediato, euforia, facilità di comunicazione, senso di sicurezza, percezione più intensa di suoni e colori.

I danni possibili: agitazione psicomotoria, tachicardia, ipertermia che può portare al coma, insufficienza renale acuta, danni epatici, episodi psicotici, aritmie, ansia, insonnia.

Sono stati rilevati dei cambiamenti nell'attività cerebrale delle regioni che riguardano la cognizione, le emozioni e le funzioni motorie.

Provoca danni cerebrali incrementando l’attività della serotonina, un neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione dell'umore, del sonno, del dolore, dell'appetito, delle emozioni e di altri comportamenti: l’eccessivo rilascio di serotonina priva il cervello di tale importante neurotrasmettitore con conseguenti disregolazioni permanenti.

Secondo alcune ricerche i consumatori abituali di ecstasy sperimenterebbero, per lunghi periodi, confusione, depressione, perdita di memoria e riduzione della capacità di elaborazione.

 

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