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Ludopatia e narcisismo: un legame che cresce reciprocamente

Quando il bisogno di riconoscimento incontra il rischio

La dipendenza da gioco d’azzardo, come molte altre dipendenze comportamentali, può affondare le radici in fragilità psicologiche più profonde. Tra queste, uno degli aspetti più studiati è il narcisismo disfunzionale: una struttura di personalità in cui il bisogno di approvazione, riconoscimento e controllo tende a dominare il comportamento.

Il gioco d’azzardo può apparire al narcisista come un palcoscenico perfetto: vincere, esporsi, dominare il caso, dimostrare valore. Ma quando la realtà non corrisponde all’immagine idealizzata di sé, ogni perdita può essere vissuta come un affronto insopportabile, innescando un circolo di gioco compulsivo per ristabilire il proprio senso di superiorità.

Un meccanismo che si autoalimenta

Il giocatore con tratti narcisistici tende a negare le sconfitte, a nascondere le perdite, a minimizzare l’impatto del gioco sugli altri. Si convince che “ha tutto sotto controllo”, che “non ha bisogno di aiuto”. Ma proprio questo bisogno di apparire forte e autonomo lo rende più vulnerabile alla dipendenza.

L’escalation tipica è alimentata da due forze: da una parte il gioco alimenta l’illusione di potere e successo, dall’altra le sconfitte feriscono profondamente l’autostima, spingendo a giocare ancora di più per recuperarla.

Esempi specifici: la caduta del “giocatore perfetto”

Luca ha 31 anni, lavora come libero professionista e ha sempre voluto mostrarsi brillante e di successo. Ha iniziato con le scommesse sportive, postando sui social solo le sue vincite, mai le perdite. Quando ha iniziato ad accumulare debiti, ha continuato a giocare per “dimostrare che lui poteva farcela”. Solo quando un cliente ha scoperto che falsificava i bilanci, Luca ha avuto il coraggio di chiedere aiuto.

Marta, 45 anni, ha sempre avuto un’immagine di sé come donna forte e vincente. Ha iniziato a giocare alle slot per “staccare”, ma presto si è trovata a frequentare bische illegali. Non poteva ammettere neppure a sé stessa di aver perso il controllo. Solo un episodio di blackout emotivo, durante una sessione di gioco notturno, le ha fatto capire di essere in pericolo.

Riconoscere questa dinamica è fondamentale per interromperla. Presso il nostro centro specializzato, aiutiamo le persone a comprendere cosa succede nel loro cervello quando giocano e a ritrovare un equilibrio emotivo senza dipendere dal rischio o dall’eccitazione del gioco.

Scopri l’approccio del CTS come Comunità di cura per il gioco d’azzardo.

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